/stu·pó·re/ (s.m.)
Archeolingua: Stato di forte sorpresa che sospende momentaneamente le facoltà critiche. Il filosofo si stupisce — e inizia a pensare. Il mistico si stupisce — e inizia a pregare. Lo scienziato si stupisce — e inizia a cercare.
Neolingua: PARALISI CONOSCITIVA TEMPORANEA. Indica un malfunzionamento: qualcosa è sfuggito alla tua comprensione. Da segnalare e correggere. Un cittadino ben formato non si stupisce: riconosce e classifica.
Perché il Partito lo teme: Lo stupore è l’inizio della domanda. Chi resta stupito chiede: cos’è questo? Come è possibile? Da dove viene? Le domande sono pericolose. Meglio un mondo dove nulla stupisce — perché nulla esiste che non sia già stato autorizzato.
«Mi stupisco ancora, qualche volta. Poi mi guardo intorno per vedere se qualcuno mi ha notato.»