/vé·glia/ (s.f.)
Archeolingua: Stato di coscienza attiva, opposto al sonno. Ma anche: il restare svegli accanto a qualcuno — un malato, un morto — per accompagnarlo. La veglia è presenza, attenzione, cura.
Neolingua: STATO OPERATIVO STANDARD. La veglia è il tempo utile, il tempo del lavoro e della sorveglianza. Vegliare su qualcuno è spreco — ognuno deve badare a se stesso, e il Partito bada a tutti.
Perché il Partito lo teme: La veglia accanto a qualcuno è amore che non dorme. È dire: sono qui, non ti lascio. È una presenza che il Partito non controlla — due persone sveglie insieme nel buio, che si tengono compagnia.
«Ho vegliato mio padre mentre moriva. Non era permesso, ma l’ho fatto. Quella notte, per la prima volta, non ho avuto paura.»