VESTIGIO

/ve·stì·gio/ (s.m.)

Archeolingua: Traccia, impronta, resto di qualcosa che è stato. I vestigi sono ciò che sopravvive alla distruzione — le rovine di un tempio, le ossa di un animale estinto, le parole di una lingua dimenticata. Sono prove che il passato è esistito.

Neolingua: SCARTO ARCHEOLOGICO. I vestigi sono inutili — peggio, sono pericolosi. Ricordano che prima c’era qualcos’altro. Vanno eliminati, riscritti, dimenticati. Il passato non lascia tracce se il Partito decide che non deve lasciarne.

Perché il Partito lo teme: I vestigi sono testardi. Resistono. Un frammento di statua, un verso di poesia, una parola sopravvissuta — bastano a dimostrare che il mondo non è sempre stato così. E chi sa che il mondo è stato diverso può immaginare che sarà diverso ancora.

«Questo dizionario è un campo di vestigi. Ossa di parole che il Partito credeva sepolte. Ma le ossa parlano, a chi sa ascoltare.»

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Dizionario del Silenzio