/viàg·gio/ (s.m.)
Archeolingua: Spostamento da un luogo a un altro. Ma anche: esperienza di trasformazione. Si parte in un modo, si torna diversi. Il viaggio amplia la mente, mostra che il mondo è grande.
Neolingua: TRASFERIMENTO AUTORIZZATO. I viaggi sono permessi solo per motivi di lavoro. Il turismo è spreco. La curiosità geografica è sospetta: chi vuole andare altrove è insoddisfatto di qui. Chi è insoddisfatto è pericoloso.
Perché il Partito lo teme: Chi viaggia vede cose diverse. Confronta. Può tornare con idee nuove, domande nuove, desideri nuovi. Per questo i confini sono chiusi, le mappe imprecise, i racconti di altri luoghi vietati. Il mondo deve essere piccolo — abbastanza piccolo da essere controllato.
«Non sono mai uscito dalla mia città. Ma qualcuno mi ha raccontato del mare. Da allora, lo sogno ogni notte.»