/vo·lon·tà/ (s.f.)
Archeolingua: Facoltà di volere, capacità di decidere e perseguire i propri fini. La volontà è il motore dell’azione libera. “Volere è potere” dicevano — e anche quando non è vero, la volontà resta la dignità di chi ci prova.
Neolingua: ENERGIA DA CANALIZZARE. La volontà individuale è materia grezza. Va orientata, diretta, fusa nella volontà collettiva. Volere qualcosa di diverso da ciò che il Partito vuole è spreco di energia — o sabotaggio.
Perché il Partito lo teme: La volontà è il nocciolo duro dell’individuo. Puoi piegare il corpo, confondere la mente, ma finché la volontà resiste, l’uomo non è sconfitto. Al Ministero dell’Amore, l’obiettivo finale è spezzare la volontà — non ottenere confessioni, ma annientare la capacità stessa di volere.
«Volevo resistere. Poi ho voluto morire. Infine, non ho voluto più nulla. È allora che hanno vinto.»