LUTTO
/lùt·to/ (s.m.) Archeolingua: Dolore per la morte di una persona cara. Ma anche: il periodo in cui si elabora la perdita, il processo con cui si impara a vivere senza chi non c’è più. Ogni cultura ha riti per il lutto — perché la morte ha bisogno di essere attraversata. Neolingua: ATTACCAMENTO RESIDUO. Se il […]
STUPORE
/stu·pó·re/ (s.m.) Archeolingua: Stato di forte sorpresa che sospende momentaneamente le facoltà critiche. Il filosofo si stupisce — e inizia a pensare. Il mistico si stupisce — e inizia a pregare. Lo scienziato si stupisce — e inizia a cercare. Neolingua: PARALISI CONOSCITIVA TEMPORANEA. Indica un malfunzionamento: qualcosa è sfuggito alla tua comprensione. Da segnalare […]
GRATITUDINE
/gra·ti·tù·di·ne/ (s.f.) Archeolingua: Sentimento di riconoscenza verso chi ci ha beneficato. È la memoria del bene ricevuto. Crea legami, rafforza la comunità, addolcisce i rapporti. Chi è grato ricorda; chi ricorda riconosce; chi riconosce ricambia. Neolingua: DEBITO EMOTIVO. L’unica gratitudine lecita è verso il Partito, che provvede a tutto. La gratitudine verso individui è una […]
VERGOGNA
/ver·gó·gna/ (s.f.) Archeolingua: Sentimento penoso causato dalla coscienza di aver fatto qualcosa di disonorevole, o dalla paura di essere giudicati negativamente. È una bussola morale: indica che abbiamo tradito i nostri stessi valori. Neolingua: SCARTO IDEOLOGICO. La vergogna è utile solo quando riguarda crimini contro il Partito. Vergognarsi di aver tradito un amico è sentimentalismo. […]
TENEREZZA
/te·ne·réz·za/ (s.f.) Archeolingua: Sentimento di affetto delicato, che si esprime in gesti gentili, parole dolci, premure. È l’amore nelle sue forme più miti. È ciò che prova una madre per il figlio, un anziano per il nipote, un amante per l’amato. Neolingua: DEBOLEZZA AFFETTIVA. La tenerezza ammorbidisce. Rende esitanti, vulnerabili, inefficienti. Un buon cittadino è […]
MISTERO
/mi·stè·ro/ (s.m.) Archeolingua: Ciò che non si può comprendere pienamente con la ragione. Per i religiosi, la natura del divino. Per i filosofi, i limiti della conoscenza. Per i poeti, la bellezza dell’ignoto. Il mistero non è un problema da risolvere, ma una dimensione da abitare. Neolingua: IGNORANZA RESIDUALE. Ciò che non è ancora spiegato […]
INTIMITÀ
/in·ti·mi·tà/ (s.f.) Archeolingua: Condizione di vicinanza profonda, fisica o emotiva, con un altro essere. Richiede fiducia, vulnerabilità, apertura. È ciò che accade quando due persone si mostrano senza maschere. Neolingua: OPACITÀ RELAZIONALE. Ogni rapporto deve essere trasparente al Partito. L’intimità è uno spazio chiuso, dove possono annidarsi segreti. Le telecamere nelle case esistono per abolire […]
CREATIVITÀ
/cre·a·ti·vi·tà/ (s.f.) Archeolingua: Capacità di creare qualcosa di nuovo, di originale, di mai visto prima. È il dono degli artisti, degli inventori, dei visionari. È ciò che distingue l’essere umano dalla macchina. Neolingua: PRODUZIONE NON AUTORIZZATA. Creare qualcosa di nuovo implica che ciò che già esiste non basti. L’arte è permessa solo se celebra il […]
CURIOSITÀ
/cu·rio·si·tà/ (s.f.) Archeolingua: Desiderio di conoscere, di scoprire, di capire. È il motore della scienza, della filosofia, dell’esplorazione. I bambini ne sono pieni. Gli adulti la perdono — o gliela tolgono. Neolingua: INSTABILITÀ CONOSCITIVA. Voler sapere più di ciò che il Partito insegna è presunzione intellettuale. Le domande sono pericolose: implicano che le risposte ufficiali […]
AMICIZIA
/a·mi·cì·zia/ (s.f.) Archeolingua: Legame affettivo tra persone basato su stima reciproca, fiducia, condivisione. Aristotele la considerava essenziale per la vita buona. Cicerone le dedicò un trattato. È il rapporto che scegliamo, non quello che ereditiamo. Neolingua: CAMERATISMO FUNZIONALE. I compagni di lavoro e di settore sono alleati nella produzione. Ma l’affetto personale è una deviazione […]