Il dio che cambia: Octavia Butler e la distopia che abbiamo scelto di non vedere

Nel 1993, una scrittrice afroamericana immaginò l’America del 2024: cambiamento climatico devastante, disuguaglianza estrema, comunità murate, privatizzazione di tutto, un candidato presidenziale che promette di “rendere l’America di nuovo grande”. Non era profezia — era attenzione. Octavia Butler vedeva ciò che altri preferivano ignorare. La Cassandra di Pasadena Octavia Estelle Butler (1947-2006) fu un’anomalia. Donna […]
Il profeta che vide il fascismo: Jack London e la distopia della lotta di classe

Nel 1908, trent’anni prima di Orwell e venticinque prima dell’ascesa di Hitler, uno scrittore americano descrisse con precisione agghiacciante i meccanismi del fascismo: l’alleanza tra capitale e violenza, la distruzione dei sindacati, la democrazia svuotata dall’interno. Si chiamava Jack London, e il suo romanzo — Il tallone di ferro — è il padre dimenticato di […]
Portare il fuoco: Cormac McCarthy e l’umanità dopo la fine

Nel 2006, Cormac McCarthy scrisse il romanzo più spoglio e più tenero della sua carriera. La strada racconta di un padre e un figlio che attraversano un mondo morto. Non c’è speranza di ricostruzione. Non c’è spiegazione della catastrofe. C’è solo una domanda: cosa significa restare umani quando l’umanità è finita? Il più grande scrittore […]
La madre di Syme: memoria, poesia e trasmissione

Nel racconto, la madre di Syme compare solo nei ricordi. È stata “vaporizzata quando aveva undici anni.” Ma la sua ombra attraversa tutto il testo. È lei che ha insegnato a Syme ad amare le parole. Le poesie nella penombra “Sua madre gli leggeva poesie proibite nella penombra della loro stanza comune.” È una scena […]
Il nemico dentro di noi: J.G. Ballard e la distopia del paesaggio interiore

Le distopie classiche mostrano nemici esterni: lo Stato, il Partito, il Sistema. J.G. Ballard guardò altrove. Guardò dentro. E scoprì che il mostro che più dobbiamo temere siamo noi stessi — liberati dai vincoli della civiltà. Lo scrittore che venne dal futuro James Graham Ballard (1930-2009) non era come gli altri scrittori di fantascienza. Mentre […]
Il ding che ti rende complice: quando la gamification diventa la nuova Neolingua

Ho una confessione da fare. La prima volta che ho sentito il suono di una notifica—quel ding breve, cristallino, progettato da qualcuno che conosce esattamente quali frequenze attivano i centri del piacere nel cervello umano—non ho pensato alla dopamina. Non ho pensato al condizionamento comportamentale. Ho pensato: che soddisfazione. Marco Ferretti, il protagonista di Democrazia […]
I bambini che non si ribellarono mai: Kazuo Ishiguro e la distopia gentile

Nel 2005, Kazuo Ishiguro scrisse un romanzo su cloni allevati per essere smembrati. Non c’è violenza esplicita. Non c’è tiranno visibile. Non c’è ribellione. Eppure Non lasciarmi è forse la distopia più inquietante mai scritta — perché mostra come gli oppressi possano collaborare alla propria distruzione. Una storia d’amore in un mattatoio Non lasciarmi (Never […]
QUIET QUITTING
Pratica di limitare il proprio impegno lavorativo allo stretto necessario contrattuale, rifiutando di andare “above and beyond”, di essere “sempre disponibili”, di investire emotivamente nel lavoro oltre il pattuito. Non è dimissione — è ritiro del surplus. Fai il tuo lavoro, niente di più, niente di meno.
SINDROME DELL’IMPOSTORE
Pattern psicologico in cui una persona dubita delle proprie competenze, successi e realizzazioni nonostante evidenze oggettive del contrario, attribuendo i risultati positivi alla fortuna, al caso, all’inganno, o al fatto di essere riuscita a “ingannare” gli altri. Non è modestia — è la convinzione genuina di essere un impostore che verrà “scoperto”.
BURNOUT
Stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da stress lavorativo prolungato e non gestito. Non è semplice stanchezza (che il riposo risolve) né depressione (che ha altre cause): è il punto in cui le risorse interne si esauriscono di fronte a richieste che non diminuiscono. L’OMS l’ha riconosciuto ufficialmente come sindrome occupazionale nel 2019.