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VECCHIAIA

/vec·chià·ia/ (s.f.) Archeolingua: Ultimo periodo della vita umana. Tempo di bilanci, di trasmissione, di riposo. I vecchi erano custodi della memoria, narratori di storie, ponti con il passato. Li si onorava perché avevano vissuto. Neolingua: PRODUTTIVITÀ DECRESCENTE. Il vecchio è un costo. Non produce, consuma. La sua esperienza è irrilevante perché il passato viene riscritto. […]

INNOCENZA

/in·no·cèn·za/ (s.f.) Archeolingua: Condizione di chi non ha colpe, o di chi non conosce ancora il male. I bambini la possiedono per natura. Gli adulti possono solo rimpiangerla. È lo stato precedente alla caduta. Neolingua: FORMAZIONE INCOMPLETA. L’innocente è colui che non ha ancora imparato. Non è virtuoso — è grezzo. L’obiettivo non è preservare […]

PACE

/pà·ce/ (s.f.) Archeolingua: Assenza di guerra, di conflitto, di turbamento. Ma anche: stato interiore di serenità, armonia con se stessi e con il mondo. La pace si costruisce, si coltiva, si protegge. È fragile come il vetro e preziosa come l’oro. Neolingua: GUERRA. Primo slogan del Partito: GUERRA È PACE. La guerra perpetua garantisce la […]

GIOIA

/giò·ia/ (s.f.) Archeolingua: Stato d’animo di profonda felicità, che si manifesta con vivacità, entusiasmo, voglia di condividere. La gioia contagia. Un volto gioioso illumina una stanza. È il segno che qualcosa di buono è accaduto — o sta per accadere. Neolingua: BUONUMORE REGOLAMENTATO. La gioia è ammessa, anzi incoraggiata — quando è collettiva, quando celebra […]

DESIDERIO

/de·si·dè·rio/ (s.m.) Archeolingua: Tensione verso qualcosa che manca. È il motore dell’azione umana. Desideriamo ciò che non abbiamo, ciò che vogliamo essere, ciò che potrebbe renderci felici. Senza desiderio, niente arte, niente amore, niente progresso. Neolingua: MANCANZA DA COLMARE (se riguarda beni assegnati dal Partito) o DEVIAZIONE APPETITIVA (se riguarda qualsiasi altra cosa). Il desiderio […]

LUTTO

/lùt·to/ (s.m.) Archeolingua: Dolore per la morte di una persona cara. Ma anche: il periodo in cui si elabora la perdita, il processo con cui si impara a vivere senza chi non c’è più. Ogni cultura ha riti per il lutto — perché la morte ha bisogno di essere attraversata. Neolingua: ATTACCAMENTO RESIDUO. Se il […]

STUPORE

/stu·pó·re/ (s.m.) Archeolingua: Stato di forte sorpresa che sospende momentaneamente le facoltà critiche. Il filosofo si stupisce — e inizia a pensare. Il mistico si stupisce — e inizia a pregare. Lo scienziato si stupisce — e inizia a cercare. Neolingua: PARALISI CONOSCITIVA TEMPORANEA. Indica un malfunzionamento: qualcosa è sfuggito alla tua comprensione. Da segnalare […]

GRATITUDINE

/gra·ti·tù·di·ne/ (s.f.) Archeolingua: Sentimento di riconoscenza verso chi ci ha beneficato. È la memoria del bene ricevuto. Crea legami, rafforza la comunità, addolcisce i rapporti. Chi è grato ricorda; chi ricorda riconosce; chi riconosce ricambia. Neolingua: DEBITO EMOTIVO. L’unica gratitudine lecita è verso il Partito, che provvede a tutto. La gratitudine verso individui è una […]

VERGOGNA

/ver·gó·gna/ (s.f.) Archeolingua: Sentimento penoso causato dalla coscienza di aver fatto qualcosa di disonorevole, o dalla paura di essere giudicati negativamente. È una bussola morale: indica che abbiamo tradito i nostri stessi valori. Neolingua: SCARTO IDEOLOGICO. La vergogna è utile solo quando riguarda crimini contro il Partito. Vergognarsi di aver tradito un amico è sentimentalismo. […]

TENEREZZA

/te·ne·réz·za/ (s.f.) Archeolingua: Sentimento di affetto delicato, che si esprime in gesti gentili, parole dolci, premure. È l’amore nelle sue forme più miti. È ciò che prova una madre per il figlio, un anziano per il nipote, un amante per l’amato. Neolingua: DEBOLEZZA AFFETTIVA. La tenerezza ammorbidisce. Rende esitanti, vulnerabili, inefficienti. Un buon cittadino è […]